Bonate Sotto, Santa Giulia

Bonate Sotto, ” Basilica di Santa Giulia “

Bonate Sotto – in data: 28.10.2020

Raggiungere la Basilica di Santa Giulia, è estremamente semplice. Arrivando nel comune di Bonate Sotto e seguendo le indicazioni riportate dai cartelli , stradali, presenti praticamente ovunque in tutto il paese; si raggiunge con estrema facilità la destinazione.

Fronte Basilica di Santa Giulia

La Basilica di Santa Giulia, di cui rimane oggi la parte absidale, fu fondata agli inizi del XII secolo, nella parte del territorio che era chiamata Lesina, per la vicinanza dell’omonimo torrente. Non c’è una datazione certa circa la fondazione, ma solo indiretta in quanto derivante dalla corrispondenza papale tuttora esistente.

Una lettera di papa Onorio II del 14 maggio 1129 indirizzata al vescovo Ambrogio di Bergamo ed al Capitolo di Sant’Alessandro affermava tra l’altro «….riguardo alla chiesa di Lesina non ancora consacrata…», certificando così la sua esistenza a quella data. Anche altri atti ufficiali, di cui si è certi per la storicità delle loro fonti e di data successiva, confermano l’esistenza della basilica nella prima metà del XII secolo. Rimane, tuttavia, oscura l’iniziativa e la motivazione che hanno portato alla costruzione della basilica.

Abside della Basilica

La basilica di Santa Giulia fu costruita in un sito abitato denominato Lesina o Lisina su un pianoro poco distante dall’attuale comune di Bonate Sotto, alla cui giurisdizione amministrativa appartiene. Attualmente quello che ne rimane, è inserito nella area cimiteriale comunale e viene usato come cappella cimiteriale. La credenza popolare l’ha voluta fondata ora dalla stessa santa Giulia martire, oppure dalla regina longobarda Teodolinda, ma entrambe le ipotesi rimangono unicamente delle leggende prive di valenza storica. Sia il periodo di fondazione accertato, il XII secolo, sia il suo stile architettonico, romanico, confliggono con le attribuzioni leggendarie.

Muro perimetrale della Basilica

La santa Giulia martire africana, non venne mai in Italia, mentre la regina Teodolinda concluse la propria vicenda umana nel VII secolo, ben cinque secoli prima della costruzione della basilica. Si può quindi ragionevolmente supporre che la basilica fosse espressione della pietas della comunità di Lesina ed al servizio delle sue esigenze religiose e liturgiche. Probabilmente già luogo di sepoltura all’epoca della costruzione.

Le violente vicende storiche dell’epoca, il medioevo, portarono alla scomparsa ed alla dispersione della comunità di Lesina ed alla conseguente decadenza della basilica stessa, che culminò nel XIV secolo. Seguì, infatti, il destino di analoghe costruzioni che, in Italia e in altri paesi, ebbero momenti di grandezza e fine ingloriosa, riducendosi a cave di materiale edile. Questo fu il destino della basilica di Santa Giulia come lo fu di tanti altri monumenti religiosi e civili dell’epoca.


Architettura:

L’edificio ha una struttura architettonica basilicale a tre navate culminanti in tre absidi, l’interno era distribuito in cinque campate di cui sopravvive solo la prima antistante le absidi.

Muro perimetrale della Basilica

Rimangono oggi, a testimonianza di quello che fu la basilica di Santa Giulia, le tre absidi e la prima campata coperti da tetti non più originali e parti della muratura perimetrale. La parte scoperta, ossia quella priva di tetto, è stata ed è tuttora parte del cimitero di Bonate Sotto con ancora molti tumuli e testimonianze sepolcrali.

Un ” mal riuscito ” restauro settecentesco sopraelevò di circa un metro l’abside centrale e sostituì, variandone la pendenza, la copertura lapidea dei tetti con tegole di terracotta. Il sopralzo è chiaramente visibile nelle immagini relative l’abside centrale dove balza evidente come corpo estraneo, aggiunto successivamente ed alterante l’armonia geometrica originaria.

L’abside centrale, attualmente adibita a cappella cimiteriale, è stata affrescata nel 1795 dal pittore Vincenzo Angelo Orelli in collaborazione col fratello Baldassarre, specializzato nell’esecuzione delle quadrature.

Abside, vista dal retro della Basilica. Con colonne romaniche

I resti della basilica lasciano immaginare la sua forma originaria e testimoniano l’eleganza della sua decorazione architettonica. Di particolare finezza sono i residui capitelli interni, scolpiti in leggere forme zoomorfe, antropomorfe e geometriche mentre sottile e gentile appare l’ornato esterno delle absidi con le finestrelle a doppio sguancio separate da cordonature o semicolonne che slanciano e snelliscono la struttura.

L’ornatura di alcuni capitelli richiama lo stile cluniacense e sembra quasi anticipare il gotico tipico di Cluny. Lo zoccolo dei tetti delle absidi è ornato con un giro di archetti, alcuni dei quali terminano su graziose testine.

Urna di Tiziana
Una notazione particolare va fatta per l’urna cineraria posta sulla colonna antistante la prima navata, urna che ha alimentato la leggenda della costruzione della basilica per iniziativa della regina Teodolinda. La leggenda voleva che questa urna contenesse i resti mortali di una figlia della regina longobarda a suffragio della quale la madre avrebbe costruito la basilica.

In effetti si tratta di un reperto archeologico ben più antico: un’urna cineraria romana, di epoca imprecisata, che custodiva i resti di una fanciulla dodicenne di nome Tiziana e piccoli oggetti d’oro forse parte del suo abbigliamento.

Vista posteriore, Abside centrale e laterale.

Sulla facciata dell’urna si legge ancora:

RO….
TI…NAE
QUAE VIXIT
ANN. XII. M.VII D. XIII

Non quindi testimonianza longobarda ma espressione della pietà romana. In merito non si hanno ulteriori informazioni e/o testimonianza storiche.

La visita non richiede molto tempo, ma vale la pena a mio parere visitare questo luogo, non molto conosciuto dai più. 30/40 minuti sono più che sufficienti per un giro intorno alla Basilica e qualche fotografia.

Mio suggerimento/parere in merito: ” CONSIGLIATO


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