Milano, Basilica di S. Eustorgio

Milano – Basilica di Sant’Eustorgio – in data: 13.06.2020

Situata in: Piazza Sant’Eustorgio, 1 – 20122 Milano

Facilmente raggiungibile con mezzi pubblici, decisamente meno comodo con autovettura, si trova in zona Porta Ticinese. Non lontana dalla Darsena e dalla ” movida ” notturna milanese. Una visita obbligata ad una delle più belle e ” dimenticate ” chiese della città di Milano. I turisti visitano il Duomo, la chiesa di Sant’Ambrogio, ovviamente ed a giusta ragione. Ma per chi ha un pò di tempo in più, consiglio vivamente di visitare questa Basilica, veramente molto bella.

Fermate in corrispondenza di Porta Ticinese.

Bus: 57 – 60 – 68 – 79 – 94

Treno: R17 – R22 – R27 – S3 – S6.

Metro: M1 – M2

Tram: 3

Biglietto Museo della Basilica di Sant’Eustorgio (Cappella Portinari e Cimitero Paleocristiano)
INTERO: € 6,00
RIDOTTO e GRUPPI: € 4,00
SCUOLE e ORATORI: € 3,00

*Ridotti: Singoli dai 6 ai 18 anni / Studenti universitari muniti di tesserino / Invalidi e portatori di handicap. 

Tempo visita: 90’/120′

La mia visita libera ed autonomamente organizzata dopo alcune utili letture tematiche di libri e anche più generali;  è andata oltre le mie migliori attese. Una Basilica veramente bella, ben tenuta, curata, ricca di affreschi, sculture e pitture di bellezza ed importanza notevoli.

La basilica di S. Eustorgio sorge lungo una delle strade più importanti della città di Milano, quella che conduce a Pavia, capitale del regno dei Longobardi. Secondo un’antica tradizione ancora oggi da qui comincia la processione con il quale ogni nuovo vescovo di Milano entra in città.

La chiesa odierna è il risultato di una serie di restauri avvenuti nei secoli. I resti di una prima chiesa paleocristiana sono ancora visibili sotto l’abside.

Mentre elementi della costruzione di epoca romanica sono individuabili nella zona absidale e in alcuni capitelli.

Nel XIII° secolo la chiesa venne assegnata ai frati dell’ordine domenicano, e l’edificio, che doveva essere funzionale alla attività di preghiera dei frati, è stato modificato dagli stessi con l’abbattimento della divisione netta tra lo spazio principale e gli spazi laterali. Rispondendo così all’esigenza di eliminare ogni impedimento fisico e strutturale all’ascolto da parte dei fedeli della liturgia e della preghiera.

Nell’angolo sinistro della facciata a capanna si trova un pulpito marmoreo, realizzato nel 1597 in sostituzione di quello originale dal quale, secondo la tradizione, aveva predicato S. Pietro Martire.

Il campanile, eretto tra il 1297 e il 1309, con i suoi 73 metri di altezza, è il più alto della città e reca sulla cuspide una stella, simbolo dei Magi.

All’interno della Basilica
Evidenzio quanto mi ha più interessato, favorevolmente sorpreso e stupito, sarebbe infatti eccessivamente dispersivo descrivere il tutto. Ed onestamente oltre un certo livello non credo di avere le competenze necessarie per farlo. Rimando ai libri sopra evidenziati per chi volesse eventualmente approfondire meglio l’argomento. Le immagini rappresentano peraltro abbastanza bene, l’insieme della Basilica.

CAPPELLA DEI MAGI

La cappella dei Magi si trova nel transetto destro della basilica ed è formata da due vani affiancati. La parete d’ingresso alla cappella presenta in alto un affresco con l’Adorazione dei Magi, attribuito ad un maestro lombardo di fine Quattrocento. Nel vano a destra è collocato un antico sarcofago romano di pietra decorato solo con una stella cometa e con una scritta settecentesca: « sepulcrum trium magorum ». Secondo la tradizione le spoglie dei Magi sarebbero state trasportate dal vescovo Eustorgio da Costantinopoli a Milano proprio all’interno di esso.

Nel vano sinistro della cappella, sopra l’altare, è collocata l’Ancona dei Magi, un trittico marmoreo con formelle cuspidate; in cima a quella centrale si trova un trondo con la Crocifissione, e sopra le laterali due angeli a tutto tondo. Le formelle raffigurano episodi evangelici legati alla storia dei Magi, con al centro l’Adorazione del Bambino. Oggi è attribuita a Bonino da Campione. Nella nicchia sopra l’altare è custodito il reliquiario novecentesco contenente le reliquie dei Re Magi, qui ricollocate dopo la restituzione, avvenuta nel 1903 e oggetto di grande devozione.

CAPPELLA VISCONTI

La cappella Visconti (quarta a destra) è intitolata a S. Tommaso, e venne realizzata nel 1297 su commissione di Matteo Visconti, vicario imperiale e capitano del popolo. La volta, che si estende sulla navata destra è affrescata con Quattro evangelisti, seduti entro fantasiose edicole architettoniche, probabilmente realizzati da un artista di ambito emiliano verso il secondo decennio del Trecento, come suggerito dalla forte carica espressiva e dalla definizione dei ricchi panneggi. Gli affreschi delle pareti in alto risalgono invece alla seconda metà del Trecento.
A destra S. Giorgio e la principessa , databile all’ottavo decennio del XIV secolo e attribuito al Maestro di Lentate, anonimo pittore così chiamato dal luogo in cui si trova un oratorio da lui affrescato.
A sinistra , il Trionfo di S. Tommaso, con al centro il santo benedicente che tiene in mano il libro aperto, simbolo della dottrina, mentre, in alto, Cristo benedicente, gli evangelisti e i profeti, tutti con il libro in mano, rappresentano la conoscenza come frutto dell’ispirazione divina. Al livello mediano, di fianco a Tommaso, vi sono altri dottori della Chiesa, simbolo della scienza religiosa e teologica. Nella parte inferiore alcuni personaggi che rappresentano l’apprendimento: discepoli di S. Tommaso, ma anche eretici, come il personaggio seduto di spalle con abiti di foggia orientale e un cappello a tese larghe sul capo.
Sulla parete destra è collocato il monumento sepolcrale di Stefano e Valentina Visconti (1359), riferibile a Maestri campionesi. Sul fronte del sarcofago sono rappresentati: al centro, la Madonna col Bambino; a sinistra, Stefano Visconti presentato a Gesù benedicente da S. Stefano, e due santi; a destra, la Vergine stende la mano in segno di protezione verso Valentina Visconti, presentata da S. Giovanni Battista e seguita da altri due santi.

CROCIFISSO DEL MAESTRO DELLA CAPPELLA DOTTO

ll grande Crocifisso dipinto, collocato sopra il presbiterio, è attribuito al Maestro della Cappella Dotto, anonimo autore degli affreschi che un tempo decoravano la cappella Dotto nella chiesa degli Eremitani a Padova. Il pittore, attivo tra Padova e Venezia tra il 1270 e il 1315 circa, è una delle personalità più importanti dell’area veneta a cavallo tra Duecento e Trecento.
Il suo stile risente sia dell’influenza della pittura bizantina, sia delle nuove tendenze occidentali volte alla resa realistica e alla raffigurazione prospettica. Il corpo di Cristo appare emaciato, intriso di un funereo colore verdognolo con ombre pesanti, ed è caratterizzato da un crudo realismo, come si vede nei capelli appiccicati alla spalla bagnata di sudore o nel perizoma che si sta impregnando di sangue.

Per il resto rimando a Vostre migliori e più approfondite ricerche personali, sia per non annoiare sia perché la mia preparazione non va oltre queste righe. molto tempo purtroppo, per approfondire ulteriormente.

In conclusione per chi ama immergersi, vedere oppure approfondire, l’architettura Romanica, la storia locale della Basilica dal 300 d.C. nel corso dei secoli ai giorni nostri. Ricca di affreschi, dipinti, e con la presenza sotterranea della Basilica Paleocristiana. Un gioiello nella città di Milano, veramente bella, interessante. Certamente un esempio di assoluto riferimento e valore.

Mio suggerimento/parere in merito: ” CONSIGLIATO


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